Mongol Rally

“Mongol Rally”, un’avventura veramente #DriverEnough – by Mongol Night Fever Team

28/11/2017

Due ragazzi, una FIAT Panda e un viaggio lungo 25.000 km insieme a BFGoodrich

Nessuno è estraneo al panico che sopraggiunge quando dobbiamo preparare una valigia, fosse anche per andare a trovare la nonna il weekend. L’ansia ci accompagna fino a destinazione, dove puntualmente scopriamo di aver dimenticato qualcosa o, classico, di aver mal giudicato il clima. 

Potete immaginare, allora, l’ansia che ci ha assalito organizzando la macchina prima della partenza. Attraversare mezzo mondo richiede un gran numero di attrezzi ed oggetti, per essere pronti ad ogni eventualità, e scegliere come vettura una vecchia Fiat Panda ti permette di portarne molto pochi. Abbiamo quindi dato poca importanza a vestiti ed effetti personali (di fatto dal Tagikistan in poi abbiamo sofferto molto il freddo), favorendo tutto ciò che potesse servire per mantenere la macchina in forma. Ottenere delle buone gomme è stata quindi da subito una priorità; è stato quindi un giorno di festa quando BFGoodrich, il nostro main sponsor, ci ha fornito ben due treni di gomme cerchiate! Il primo è stato immediatamente montato, il secondo ha trovato comodamente spazio sul modesto portapacchi della Panda. 

Attraversando Europa, Turchia ed Iran, 8 gomme ci sono sembrate eccessive, l’asfalto era sempre buono ed i tratti in sterrato sporadici. Stolti noi, ancora non avevamo fatto conoscenza con gli Stan: Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan. L’asfalto in questi paesi sembra un campo di battaglia, butterato da un’infinità di buche e crepe. Superare i 40 km/h in quei tratti sarebbe un vero suicidio. In queste strade è successo più d'una volta che le ruote subissero un colpo talmente forte da piegare il cerchione e far uscire tutta l’aria dal pneumatico. Tuttavia, i pneumatici hanno resistito alla grande a tutte queste sollecitazioni senza subire danni ed è bastato sistemare i cerchioni per poter riprendere il viaggio.

Gli offroad sono stati senza dubbio i tratti che hanno messo più sotto sforzo la nostra Panda. In Mongolia, il percorso Olgij - Hovd e Altaj - Bajanhongor può a malapena considerarsi una strada. Bisogna scegliere e seguire una delle innumerevoli tracce lasciate nella terra dal passaggio dei camion, sperando sia quella migliore. Se questa risulta essere sabbiosa o piena di pietre si può solo pregare ed aspettare di incrociare un’altra traccia al più presto. Anche l’Alta Strada del Pamir, antico ramo della via della seta, merita una menzione speciale. Questa strada si snoda per quasi 1.000 km di una bellezza sconvolgente attraverso passi e vallate per tutto il Tajikistan, arrivando a toccare i 4.655 m nel passo Ak Baital. Di asfalto nemmeno l’ombra. 

Complessivamente lungo il viaggio, 25.501 km totali, abbiamo forato una volta sola. Un risultato incredibile considerando le strade percorse!

Basti pensare che i numerosi colpi subiti hanno creato molti più problemi ai cerchi, che a causa delle deformazioni ci hanno fatto perdere pressione altre 6 volte.

I frequenti colpi hanno danneggiato anche il nostro paramotore, deformandolo fino a fare pressione contro il tubo di scarico. L’unico pneumatico forato è stato quindi una salvezza, avendo infatti usato la gomma per creare un cuscinetto tra i due pezzi a contatto!

Spesso, quando ci viene chiesto di raccontare un aneddoto del nostro viaggio, ci piace iniziare dal più grande momento di panico: quando la macchina si è fermata in un fiume nel mezzo della steppa mongola. Adesso vogliamo terminare la nostra storia con un particolare di questo aneddoto che mai raccontiamo. 

Che fosse per fato, destino o coincidenza, mentre il motore si era spento in mezzo al fiume, passava di lì un trattore. Il proprietario, un meccanico, ci ha trainato fuori dal pericolo ma ovviamente, per tale salvezza, voleva un dono in cambio. Perlustrando i nostri averi, aveva adocchiato le cuffie auricolari targate BFGoodrich. Il meccanico, dopo aver capito cosa fossero e dopo aver sentito con il nostro telefono Stayin Alive dei Bee Gees, le ha afferrate, è salito sul suo trattore e si è allontanato fino a diventare un punto sulla steppa mongola. Così anche un dono che BFGoodrich ci aveva fatto per il nostro viaggio è ora in un'officina nel deserto della Mongolia. 

See also:

  • Italy

    Un nuovo ambasciatore per BFGoodrich®...

    12/12/2017

    +
  • Mexico

    Baja 1000 50th Anniversary: BFGoodric...

    13/11/2017

    +
  • World

    GOOD PROJECT: 5 NEW ADVENTURES!

    07/11/2017

    +
More